domenica 20 ottobre 2013

Qualche aggiornamento sulla carta dei vini e delle birre al Corvo Torvo

Un homme qui ne boit que de l'eau a un secret à cacher à ses semblables” 
 (“Chi beve soltanto acqua ha un segreto da nascondere ai suoi simili”), 
Charles Baudelaire
ATTENZIONE! Il Corvo Torvo è un romantico e un nostalgico, e ama conservare i ricordi del passato, incluso quanto contenuto in questo stesso post del blog. Nel frattempo, però, la Carta dei vini e delle birre dell'Osteria è cambiata di nuovo! Quella con gli AGGIORNAMENTI PIÚ RECENTI ED ESATTI la trovate al link seguente:  
http://ilcorvotorvo.blogspot.it/2015/02/la-corvo-cantina.html

L'autunno inoltrato porta con sé foglie ingiallite, calzoni di velluto e qualche piccola novità nell'offerta alcolica dell'Osteria. Il Corvo Torvo in particolare dedica un cra-cra di benvenuto al Sipario Montepulciano d'Abruzzo DOC e al DiRè Montepulciano d'Abruzzo DOC dell'Azienda Vinicola F.lli De Luca di Mozzagrogna (CH), nonché al Quercia del Colle Ducale Montepulciano d'Abruzzo DOC dell'Azienda Agricola Bardella di Ortona (CH).

Ricordate di bere responsabilmente, sennò vi levano i punti sulla patente e vi tocca andare a piedi sotto la pioggia della stagione fredda! A occhio e croce non è il massimo.

A questo link potete scaricare il .pdf della carta dei vini e delle birre aggiornata, che vi proponiamo anche qua, più giù, esattamente sotto gli asterischi...



 
 ***


Il Corvo Torvo - Osteria di Terra
Vini e birre



Vini Abruzzo


De Luca
- Sipario_Montepulciano € 10,00
- DiRè_Montepulciano € 14,00

Tilli
- Lupus_Montepulciano € 13,00
- Concetto_Merlot 15° € 14,00

- Roveri 12 (Montepulciano e Syrah) € 14,00
- Roveri_Montepulciano € 15,00
- Roveri 24 € 20,00

- Zero_Montepulciano € 13,00
- Uno_Montepulciano € 16,00
- Collefrisio di Collefrisio_Monte € 25,00
- Falanghina € 15,00

- Nicò_Montepulciano € 12,00
- Desiderio_Montepulciano € 18,00

Azienda Agricola Bardella
- Rosso del Moggio_Montepulciano € 10,00
- Quercia del Colle Ducale _Montepulciano € 14,00

- Ju Zirè_Montepulciano € 14,00
 
Eredi Legonziano
- Cocciatosta_Montepulciano € 9,00
- Diocleziano_Montepulciano € 15,00
- Anxanum_Montepulciano € 10,00
- Anxanum_Cerasuolo € 13,00
- Anxanum_Pecorino € 12,00
- Dayne_Cococciola € 13,00
- Legonziano (Spumante di Cococciola) € 16,00



Vini Sicilia


Villathalia
- Nero d'Avola € 13,00



Birre Abruzzo


Birrificio Maiella
- Cluviae 0,75 € 13,00
- Magia Rossa 0,75 € 13,00
- Mattias 0,75 € 13,00



(Silvia Di Maulo) 

sabato 19 ottobre 2013

La pasta fresca acqua e farina: qualche suggerimento per principianti

Le Cosmicomiche, bizzare cosmogonie fra scienza e poesia
Ma voi l'avete mai preparata la pasta a mano? È un'esperienza appagante, un atto d'amore condiviso – se non vi mangiate tutto voi; fa bene all'ego e riconcilia con la parte più intima, primordiale e fanciullesca di noi stessi: quella che fa i miscugli, sperimenta, e plasma nutrimento con le cose più elementari. 

Preparare la pasta a mano non soltanto è semplice, ma permette di avere una più piena consapevolezza del valore degli ingredienti in termini nutrizionali, economici, qualitativi

Tutto quello che vi serve è acqua, un pizzico di sale e farina – o meglio, semola, dato che la farina in senso stretto è quella derivata dalla lavorazione del grano tenero (Triticum vulgare, 42 cromosomi). Per la pasta, invece, ci vuole per l'appunto la semola di grano duro (Triticum durum, 28 cromosomi), che rispetto al cugino tenero presenta una maggiore quantità di due proteine in particolare: la glutenina – responsabile del grado di tenacità ed elasticità dell'impasto – e la gliadina, che determina viscosità ed estendibilità. 

Ora, quando facciamo la nostra bella fontanella di semola e piano piano uniamo l'acqua lavorando di polso, avviene che glutenina e gliadina, idratandosi, si uniscono fra loro dando origine al glutine, famigerato nemico dei celiaci. Come un reticolo, il glutine trattiene le molecole di amido al suo interno; ed ecco perché è importante lavorare per bene l'impasto: più si lavora, più il calore sprigionato dal nostro movimento agevola questa fusione fra componente proteica e zuccheri complessi. Maggiore è la percentuale glutinica, più omogeneo e resistente risulterà l'impasto.

Silvano Piccirilli propone spesso al Corvo in menu le sagnette, condite a seconda della stagionalità in modi che rivisitano un classico tanto caro alla tradizione culinaria abruzzese. Qui vi diamo qualche dritta per la preparazione della pasta. Negli ultimi tempi, fra l'altro, c'è stata una riscoperta dell'ottima varietà di grano duro Senatore Cappelli, “nonno” dei grani duri moderni geneticamente modificati e prodotto in agricoltura biologica. Deve il suo nome al senatore Raffaele Cappelli, aprutino verace di San Demetrio ne' Vestini (AQ), che ne favorì la diffusione. Quindi, se avete voglia di farvi una bella impastata abruzzese di qualità, questa semola sicuramente non stona.

... e si va di mattarello. Stendete dal centro!
Le proporzioni di acqua e farina sono di 1 a 2 – dunque, per esempio: 100 gr di acqua e 200 gr di farina. Si unisce un pizzico di sale, si lavora con energia, e si lascia asciugare l'impasto a riposo per almeno mezz'ora. A questo punto, infarinatevi per bene le mani e schiacciate l'impasto – infarinandolo in superficie a sua volta - più che potete a mo' di frittella, e si va di mattarello. Stendete dal centro della frittella, prima verso l'alto e poi verso il basso, e cercate di darle una forma rettangolare. Se la pasta tende a restare attaccata al mattarello significa che è ancora umida, e vi conviene insemolarne la superficie.

Non stendete la pasta troppo sottilmente: la sagna è una roba rustica! Un paio di millimetri di spessore va bene.

A questo punto tagliate la sfoglia di pasta in più rettangoli dell'altezza di 5 cm circa. Sempre infarinando con generosità, adagiate due o tre rettangoli di pasta uno sopra l'altro, e con un coltello trinciante tagliate per obliquo, lungo il senso dell'altezza, delle striscette di pasta. Ecco, quelle sono le famose sagnette! 

...con un coltello trinciante tagliate per obliquo delle striscette di pasta.
Prima di cuocere la pasta, mettetela ad asciugare per un paio di ore almeno. Prendete un vassoio, infarinatelo per bene – magari aiutandovi con un setaccio come fa Silvano in foto – e adagiatevi le sagnette dopo aver insemolato pure loro (potete farvi l'applauso come fa Silvano in foto). Cercate di non sovrapporre le strisce di pasta onde evitare eventuali appiccicamenti.


...non sovrapporre le strisce di pasta onde evitare eventuali appiccicamenti.
Fate riposare il tutto, poi potete cuocere in acqua salata in ebollizione dopo aver eliminato la farina in eccesso col solito setaccio. Per quanto tempo si fa cuocere? Il tempo di buttare la pasta e vederla risalire in superficie: quando le sagnette riemergono, significa che sono pronte per essere scolate, condite e mangiate.

Di pasta fatta a mano - nella versione più ricca con le uova – e di tutto il mondo di storia, cultura e sconfinati spazi emozionali che si porta con sé questa tradizione domestica e confidenziale, scrisse Italo Calvino mezzo secolo fa. Vi lasciamo con le sue parole.
Cra dal Corvo e buon impasto!


***

Si stava così bene tutti insieme, così bene, che qualcosa di straordinario doveva pur accadere. Bastò che a un certo momento lei dicesse: - Ragazzi, avessi un po' di spazio, come mi piacerebbe farvi le tagliatelle! - E in quel momento tutti pensammo allo spazio che averbbero occupato le tonde braccia di lei muovendosi avanti e indietro con il mattarello sulla sfoglia di pasta, il petto di lei calando sul gran mucchio di farina e uova che ingombrava il largo tagliere mentre le sue braccia impastavano impastavano, bianche e unte d'olio fin sopra al gomito; pensammo allo spazio che avrebbero occupato la farina, e il grano per fare la farina, e i campi per coltivare il grano, e le montagne da cui scendeva l'acqua per irrigare i campi, e i pascoli per le mandrie di vitelli che avrebbero dato la carne per il sugo; allo spazio che ci sarebbe voluto perché il Sole arrivasse con i suoi raggi a maturare il grano; allo spazio perché dalle nubi di gas stellari il Sole si condensasse e bruciasse; alle quantità di stelle e galassie e ammassi galattici in fuga nello spazio che ci sarebbero volute per tener sospesa ogni galassia ogni nebula ogni sole ogni pianeta, e nello stesso tempo del pensarlo questo spazio inarrestabilmente si formava, nello stesso tempo in cui la signora Ph(i)Nko pronunciava quelle parole: - le tagliatelle, ve', ragazzi! - il punto che conteneva lei e noi tutti s'espandeva in una raggera di distanze d'anni-luce e secoli-luce e miliardi di millenni-luce, e noi sbattuti ai quattro angoli dell'universo (il signor Pbert Pberd fino a Pavia), e lei dissolta in non so quale specie d'energia luce calore, lei signora Ph(i)Nko, quella che in mezzo al chiuso nostro mondo meschino era stata capace d'uno slancio generoso, il primo, «Ragazzi, che tagliatelle vi farei mangiare!», un vero slancio d'amore generale, dando inizio nello stesso momento al concetto di spazio, e allo spazio propriamente detto, e al tempo, e alla gravitazione universale, e all'universo gravitante, rendendo possibili miliardi di miliardi di soli, e di pianeti, e di campi di grano, e di signore Ph(i)Nko sparse per i continenti dei pianeti che impastano con le braccia unte e generose infarinate, e lei da quel momento perduta, e noi a rimpiangerla.
Italo Calvino, "Tutto in un punto", Le Cosmicomiche (1965)


 (Silvia Di Maulo)

mercoledì 9 ottobre 2013

Videoclip: Jam for Africa @ Il Corvo Torvo (4 ottobre 2013)

Più giù nel post trovate un breve video con alcuni momenti della serata conclusiva di Jam for Africa, che ha avuto luogo lo scorso 4 ottobre all'Osteria. Dei progetti di AccorDiversi legati alla rassegna – di cui la onlus è promotrice – abbiamo parlato qualche tempo fa qui.

Riguardo al video: la qualità delle riprese è inversamente proporzionale a quella degli amici che hanno partecipato. Ovvero: il video non si vede granché bene, ma è stata una serata importante, ci si è messo parecchio cuore da ogni parte, e questo si sente.

Il Corvo Torvo ringrazia ancora AccorDiversi, Stefano Barbati, Matteo Battistini, Mark Pellegrini, Ricomincio da tre acoustic trio (Paola Ceroli, Nicola Di Camillo, Stefano di Matteo), Ivan Zulli e tutti coloro che hanno offerto il proprio contributo economico e/o umano all'iniziativa.

Cra e ad maiora!






(Silvia Di Maulo)

lunedì 7 ottobre 2013

Lanciano illustrata: gli spazi cittadini nel racconto degli Urban Sketchers

C'è una parola splendida in tedesco: Wanderlust. In italiano è impossibile tradurla con un unico lemma; bisogna per forza ricorrere a una parafrasi, che poi è un giro di parole. E questo giro di parole è parecchio impreciso, perché “voglia di camminare, voglia di girovagare, voglia di guardare cose in giro” è un'approssimazione molto parziale, è solo la dimensione più esteriore e scheletrica della questione. Anche uno che va per vetrine ai saldi ha voglia di guardare cose in giro. Wanderlust ha una connotazione di fruizione delle cose in giro; uno che ha la Wanderlust, le cose che vede in giro le esplora, se le vive: se non addosso, quantomeno intorno, nel loro habitat naturale.

Oggi uno con la Wanderlust spesso, appresso, ha anche una reflex, o male che vada uno straccio di smartphone con la fotocamerina per registrare e archiviare le istantanee e i pezzetti di tempo e spazio con cui si confronta sulla strada. Ieri tutto questo non esisteva. Ma l'ansia e la cura di salvare, visualmente, impressioni e testimonianze del proprio passaggio appartiene a tutte le epoche del mondo, se non al DNA umano stesso.

La narrazione grafica del carnet de voyage è una tradizione tutt'ora viva e vegeta, tanto che dal 2007, al grido di See the world one drawing at a time! (“Mostriamo il mondo un disegno alla volta!”), è attiva una vera e propria assemblea mondiale di osservatori/viaggiatori, i quali, taccuino e qualunque strumento pigmentifero alla mano, utilizzano il disegno per catturare e conservare dal costante fluire cronologico l'esperienza degli spazi colonizzati dalla civiltà umana. Urban Sketchers – questo il nome dell'ente noprofit nato a Seattle per iniziativa del giornalista Gabi Campanario – si è poi ramificato in una serie di comunità “locali” che operano, di fatto, per la valorizzazione non soltanto degli aspetti gnoseologici legati alla pratica del disegno dal vero, ma anche degli stessi oggetti ritratti, insieme alla storia e alle sinergie sociali e culturali che ne sono all'origine.

Persino la nostra piccola Lanciano ha l'onere e l'onore di essere focus di interesse per urban sketchers per così dire “organizzati”. Marco Pallini Palmar – del quale al Corvo Torvo custodiamo gelosamente una copia della splendida versione cartacea di La via dei Trabocchi, volumetto che raccoglie appunti di viaggio da Ortona a Punta Aderci (Vasto, CH) e di cui trovate una presentazione digitale a questo link è da poco reduce dalla seconda edizione di Alle feste col taccuino, manifestazione da lui creata e curata che durante le Feste di Settembre 2013 ha chiamato a raccolta illustratori "wanderlustiani" da tutta Italia (e non solo).

Per tre giorni, immersi nel cuore di una Lanciano strizzata negli abiti buoni della festa, gli sketchers hanno scrutato e sezionato gli appuntamenti e i luoghi più caratteristici della città sul finire dell'estate. C'è chi ha osservato e disegnato con gli occhi trasparenti del cronista imparziale, chi con la malinconia dei ricordi legati all'infanzia; chi, ancora, con uno sguardo persino dissacrante e polemico. Eraclito era uno che la sapeva lunga, e diceva: «Polemos è padre di tutte le cose». Πόλεμος/Polemos era il demone della guerra, e senza fare troppo i pedanti, questa cosa qui significa che è dal confronto dialettico che nasce tutto, compresi i punti di vista meno accondiscendenti e pigri, nonché, di riflesso, quelli più coscienti.

Il frutto di questi incontri di metalettura critica condivisa del centro urbano e delle sue tradizioni ha poi trovato accoglienza nei locali dell'Auditorium Diocleziano in una mostra aperta al pubblico negli ultimi giorni delle Feste stesse (le foto incluse in questo breve articolo sono state scattate in tale occasione).

Già che ci siamo, vi segnaliamo la recentissima pubblicazione per Tabula di un volumetto cartaceo intitolato Alle feste col taccuino, in cui sono raccolte le illustrazioni dell'edizione 2012 della rassegna. Inoltre, per chi volesse essere iniziato ai misteri tutt'altro che misteriosi degli Urban Sketchers e del carnet de voyage, consigliamo il Corso di acquerello e taccuini di viaggio per principianti che Marco Pallini Palmar terrà a partire dal 15 ottobre al Circolo Pickwick in via Piave 37/A, qui a Lanciano. Il corso prevede uscite di gruppo per la prossima primavera, durante le quali potrete applicare le tecniche di disegno e di acquerello acquisite durante le lezioni invernali. Per ogni altra informazione rimandiamo all'evento FB, all'email del Circolo, nonché ai recapiti telefonici 0872 49649 e 333 5892887.


 (Silvia Di Maulo)