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venerdì 11 dicembre 2015

Per tutto quanto: grazie.

Quelle che state per leggere sono le parole più brutte e prive di senso pubblicate da due anni e qualcosa a questa parte sul blog. 

Il Corvo chiude. Niente più cra-cra, oste rilassato, foglie di ceramica, Francesca e Annalisa che si smazzano fra i tavoli mentre vi prendete qualche chiovo potente scarabocchiando le tovagliette di carta... Manco più musica figa, nulla più, tutto finito. Un posto così nei paraggi non c'è. Chiedetevi se c'è, e rispondetevi da soli no non c'è, per un milione di motivi. Pregi e difetti del caso, tutto insieme... Sommate e sottraete. Ma non c'è un posto così, non ci sarà più. 

La cosa più orrenda di tutte è che Il Corvo non chiude perché non ci va gente, e allora certo che dovrebbe chiudere. Anzi, Il Corvo va bene, e questa è proprio la parte peggiore della questione. Il Corvo è strapieno di gente il sabato, e non riesce a starsene mai tanto per i cavoli suoi manco prima del weekend. Insomma, lavoro ce n'è e pure tanto, ed è probabile che ce ne sarebbe stato ancora di più nei mesi a venire. Lo dice sempre quel coglione boyscout che siamo fuori dalla crisi. E infatti siamo fuori dalla crisi e Il Corvo chiude.

Il fatto è che non importa quanto uno si spezzi la schiena e ci sia da sgobbare davanti ai fornelli e alla lavastoviglie, non importa quanto tu sia pronto a rischiare pur di fare qualcosa che piace a te prima di tutto, in cui sei pronto a mettere la tua faccia, qualcosa che ti appaga, che ti tira da morire e devi fare se non vuoi sputarti quando ti guardi allo specchio, qualcosa di diverso dall'ordinario, di forte, di vero, di fuori mercato – e non importa neanche quanto tutto questo venga ricevuto o apprezzato. Non importa più un cazzo di niente perché lo Stato se lo mangia a tasse, e tu non puoi farci nulla

Sì, questo è un fantastico post che piove, governo ladro, e Il Corvo sostanzialmente chiude per cose poco romantiche e molto pragmatiche, le tasse, perché se hai un'attività di ristorazione e vuoi mettere sulla tavola roba degna rispettando tutte le regole, pure quelle più assurde e pretestuose, poi non solo ti va di lusso se non ci rimetti di tasca tua, ma ti ritrovi pure a tirare a campare in un posto che ha da offrire pochissimo in termini di servizi e cultura e sanità e istruzione. Chi se l'aspettava che sarebbe tutto finito scrivendo cose tipo un Del Debbio da due lire

Ma voi, nei panni di uno che si fa un mazzo tanto per seguire la bellezza e condividerla in tutto quello che tiene sotto mano – nel cibo, sui muri, nell'aria – e vede che questa cosa è accettata, ben voluta, ha riscontro; voi nei panni di uno che poi si ferma a tirare le somme e si rende conto che il sistema gli risucchia metà delle risorse psicofisiche e monetarie, e in cambio gli para davanti un orizzonte di sbattimento a ruota e zero prospettive di miglioramento, nonostante tutto regga alla perfezione; voi, in quei panni lì, quanto resistereste senza strapparveli di dosso e sfanculare tutto? 

Il Corvo chiude perché manco andare bene è più sostenibile. Andare bene è sostenibile fino a quando sei disposto ad accettare lo sfiancamento del morto a galla. Avete figli? Chi ha figli la gloria dopo un po' se la mette sotto le scarpe, perché con la gloria da sola non ci paghi le bollette di casa, e dopo un po' la gloria incattivisce e toglie la voglia di fare. Conservate i ricordi migliori, Il Corvo non c'è più perché non c'è alternativa.

martedì 1 luglio 2014

I 10 anni del Corvo: l'almanacco di luglio 2014

Cosa ci fa l'immagine della copertina di un calendario 2014 sul blog dell'Osteria, a inizio luglio...?


Eh. Ci fa. Ci fa eccome. Sì che ci fa!

Riavvolgiamo il nastro di qualche mese, per cominciare, ché sennò non si capisce niente. Lo scorso marzo Silvano e Debora hanno festeggiato i primi 10 anni del Corvo - due lustri perfetti di ricordi: tante pappe squisite, bevute alla salute di tutti nessuno escluso, e poi musica, arte e tutto il resto... 

Da qui l'idea di festeggiare pure da queste parti, su questi lidi virtuali. Alla moda del Corvo: con un sorriso spontaneo che esce da sé quando meno te lo aspetti fra un bicchiere di vino e una zuppa lancianese smezzata, nel pieno relax della siesta estiva, quando tutto resta un po' in sospeso – ma in un sospeso bello, non di quello con le ansie. Un sospeso leggero leggero

Si capisce cosa intendiamo? Vabbè, per farla breve. Volevamo celebrare il Corvo con un calendario, volevamo farlo con la bella stagione, che finalmente sembra aver ingranato. Quindi pensate al Corvo come a una specie di fenice che nasce e rinasce dal sole - ma senza stirare le zampe!, e spalmatevi di protezione 50: da questo luminoso mese di luglio, ogni primo del mese liberiamo nell'etere virtuale il festeggioso almanacco mensile dell'Osteria. Ci trovate ricette “storiche” del Corvo con rispettivi consigli enologici, e tante memorie sparse. 

Il tutto è stato preparato a mano con tanto amore da tutti noi, staff e amici: Silvano Piccirilli, che ha fornito ricette e abbinamenti vini – e soprattutto ha aperto il Corvo 10 anni fa; Debora Vinciguerra, che ha realizzato le illustrazioni – e che illustrazioni!; Silvia Di Maulo che ha avuto l'idea, ha curato il layout e ottimizzato le risorse; Matteo Lorenzet, Marco Pallini e Annalisa Di Carlo – autori delle fotografie splendide; Francesca Rapino, per il supporto spirituale e i preziosi consigli; ancora Annalisa Di Carlo, autrice dei testi e della grafica del progetto. Ok, siamo di parte. Ma oggettivamente ne è uscito un bel lavoro e siamo felici di condividerlo con voi.

I nostri ringraziamenti specialissimi a Tenuta Ferrante, Azienda Vinicola De Luca, F.lli Legonziano, Azienda Agricola Bardella di Giorgio Enzo e Cantine RoVeri, per la collaborazione e il sostegno. 

E ora godetevi luglio, il sole, il mare, il farro, il Sipario De Luca, la Ztl e i tavolini fuori dal Corvo nei finesettimana – cra!


(Silvia Di Maulo)