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venerdì 11 settembre 2015

Finalmente... PerCorso Roma! Dal 14 al 16 settembre le Feste di Settembre invadono Corso Roma

Chi bighellona abitualmente per Lanciano sa bene che lungo Corso Roma si affacciano, in particolare, due tipologie di elementi urbanistici. Prima di tutto, le chiese storiche: c'è quella di San Francesco che nei mesi caldi richiama querrule e variopinte carovane pellegrine in visita al Miracolo Eucaristico; più su Santa Lucia col suo bel rosone gotico, che a metà dicembre festeggia spesso la notte più lunga dell'anno a suon di consigliatissime corali; e poi la chiesa di Santa Chiara, con annessa arciconfraternita gothic darkettona che ci dà giù sotto Pasqua, giusto a mezzo tiro di schioppo dal Corvo.

Porzione del venerabile Cromaticoro (Ph.: M. Lorenzet)
L'altra tipologia di elementi urbanistici di cui sopra ci riguarda più da vicino, ed è quella beona e profana costituita dalle numerose attività a sfondo pappatorio dislocate per la via e immediati dintorni, che fanno di Corso Roma la strada dei ristoranti di Lanciano. Ce n'è un po' in tutte le salse, e sembra quasi che, dalla rotonda di viale Cappuccini fin sotto a piazza Plebiscito, sia tutto un fantastico capitombolo direzione sollazzamento panze.

In questi giorni di fine estate, per voi oltranzisti del fronte golosista di Corso Roma arriva una bella novità – che in effetti era nell'aria da più di un anno, e che giunge a completa gestazione dopo svariati travagli amministrativi e non. Questa novità si chiama PerCorso Roma ed è un'associazione costituita da 9 fra le piccole e medie attività di ristorazione che animano la connotazione conviviale della via. Puntata numero 0 di questa avventura appena nata è una ricca tre-serate benedetta e patrocinata dalle Feste di Settembre – dal 14 al 16 settembre – che riempirà il nostro amato corso non soltanto di squisitezze enogastronomiche, ma anche di intrattenimento e arte, con musica, arti visive, performance di artisti di strada, fotografia, nonché di un colorato mercatino dell'artigianato. Il tutto è stato messo su con impegno e dedizione con la preziosa collaborazione del FotoClub L'Obiettivo di Atessa e dell'associazione Amici del Mosaico Artistico di Tornareccio. Quest'ultima, in particolare, sarà presente con materiali informativi sulle attività della scuola di mosaico e con opere realizzate dagli allievi durante i laboratori.

In fondo all'articolo potete spulciarvi per bene l'intero programma dell'iniziativa dell'associazione PerCorso Roma, per la costituzione della quale si sono rimboccati le maniche – oltre, ovviamente, all'Osteria Il Corvo Torvo – Ai Vecchi Sapori, Capitan Blood, Il Chiostro, La Corona di Ferro, La Taverna del Mastrogiurato, Osteria 101 ed Enoteca Santa Lucia. Durante le tre serate verranno proposti speciali menu degustazione. Corso Roma, ça va sans dire, sarà chiusa al traffico, per cui ci saranno anche posti all'aperto, e insomma si potrà cenare nel mezzo della festa.

Mousse al Montepulciano (Ph.: A. Di Carlo)
Qui a Il Corvo Torvo siamo belli rossi e sanguigni, quindi ci buttiamo sul Montepulciano d'Abruzzo DOC dal primo fino al dolce con i gloriosi Strozzapreti con salsiccia, cannella e Montepulciano, l'epico Brasato di maiale al Montepulciano e la leggendaria Mousse al Montepulciano (€ 25,00 un quarto di Anxanum Eredi Legonziano Montepulciano incluso).

Fra gli appuntamenti musicali di questa primissima manifestazione di PerCorso Roma sono questi non possiamo segnalarvene due in particolare, ovvero Emilio Stella (chi ci frequenta, sa!) in concerto a Largo Carabba il 15 settembre e il divin Cromaticoro, che essendo una freca di gente può permettersi il dono dell'ubiquità e il 16 settembre percorrerà la via in lungo e in largo a mo' di carovana itinerante.

Emilio Stella (Ph.: M. Lorenzet)
Noi ve li consigliamo non soltanto perché parte in causa dell'associazione PerCorso Roma e delle attività connesse, ma anche perché coinvolgono amici di vecchia data del Corvo – e insomma ci piacciono proprio di cuore da sempre, e siamo sinceramente felici che abbiano accettato di sostenere questo progetto. Che è sì mangia-bevi-spasso, ma sottindende anche, idealmente, la riqualificazione e la valorizzazione collettive di questo spazio urbano – in larga parte inteso quasi esclusivamente come territorio destinato al turismo religioso e strada di percorrenza veloce e distratta da parte dei Lancianesi – in senso socio-culturale e ludico.

Perché poi, diciamocelo pure: la sera, l'estate soprattutto, fa un po' tristezza camminare per la via deserta fra i cru-cru dei piccioni che sonnecchiano sulle persiane. Quindi, oh corvi!, vi chiamiamo a raccolta e vi includiamo attivamente in questa impresa: scendete in strada con noi, riappropriamoci insieme di Corso Roma, svegliamo palombelle, capinere, passerotti e facciamo festa...

Cra e sempre cra!

***

PERCORSO ROMA - FESTE DI SETTEMBRE 2015
EVENTI IN PROGRAMMA





14 settembre


Musica
  • Andrea Castelfranato in concerto (chitarra acustica) - Larghetto San Massimiliano M. Kolbe (Larghetto Santa Lucia)
  • Redblack in concerto (trio acustico femminile, pop rock) - Largo dei Tribunali

Arti visive e performative, su tutto Corso Roma
  • mostra itinerante di Armando Di Nunzio, scultore in opera
  • mostra personale di  Marco Biondi 
  • esposizione pittorica Gessica Di Monte
  • giocoleria e fuochi a cura di Lula Visus
  • esposizione mosaici a cura dell'associazione Amici del Mosaico Artistico di Tornareccio - Larghetto San Massimiliano M. Kolbe (Larghetto Santa Lucia)
Mercatino dell'artigianato, su tutto Corso Roma


15 settembre
Musica
  • Emilio Stella in concerto (cantautorato) - Largo Carabba
  • Apollo Band in concerto - Largo dei Tribunali

Arti visive e performative, su tutto Corso Roma

Mercatino dell'artigianato, su tutto Corso Roma

16 settembre
Musica

Arti visive e performative, su tutto Corso Roma

Mercatino dell'artigianato, su tutto Corso Roma

mercoledì 9 settembre 2015

(Con)Fusioni e la "torva" bellezza dell'indefinito

Pochi giorni fa, qui a Lanciano, si è rimessa in moto la macchina di (Con)Fusioni, ovvero l'inusuale mostra delle opere incompiute (cit.) ospitata nei locali del Diocleziano e – per quanto riguarda la ricchissima sezione dedicata alla fotografia – nel Foyer del Teatro Fenaroli. 

Questa sorta di ponderazione condivisa sulla bellezza destabilizzante e inquieta di tutto quanto è indefinito, imperfettamente vitale, aperto a infiniti mondi e modi, nasce sette anni fa come collettiva fotografica da un'idea di Luca Di Francescantonio che, con l'associazione culturale Arena 7, è via via riuscito a inglobare e coinvolgere un sempre crescente numero di creativi votati a un cospicuo quantitativo di discipline artistiche. (Ora come ora, più che di macchina, sarebbe il caso parlare quantomeno di autotreno.) 

Quest'anno le opere esposte saranno visionabili fino al finissage di mercoledì 16 settembre ore 21.30, durante il quale è prevista una performance a sorpresa; dalla quale, se si pensa che si tratta di una rassegna votata alla misticanza a oltranza, è lecito attendersi la qualunque. 

Maurizio Righetti, Fortuna                                          Maurizio Righetti, Madre
Una novità più che degna di nota introdotta dall'edizione corrente di (Con)Fusioni è stata l'inaugurazione della sezione dedicata alla gioielleria artistica. Quest'ultima ospita, tra gli altri, anche Maurizio Righetti, le cui manone capaci e sapienti hanno significato tanto nella costruzione estetica de Il Corvo Torvo, nel senso che diversi elementi di artigianato artistico presenti all'Osteria sono proprio sue creazioni. 

Torniamo volentieri a parlare di (Con)Fusioni qui sul blog pure perché c'è un altro creativo coinvolto che al Corvo sta parecchio a cuore, Debora Vinciguerra, che anzi insieme a Silvano e anche più di Silvano – che non si offenderà – costituisce l'anima più intima dell'Osteria. 

Debora Vinciguerra, Le pozze
L'opera di Debora si chiama Le pozze, è quella di una Grande Madre che gioca a carte scoperte esponendo i suoi pesciolini d'argilla ai quattro elementi, nonché a quanti – visitatori del Diocleziano – si avvicinano ai due capienti vasi di terracotta chiedendosi: «Ok: pesci e acqua. E poi...?».

E poi succede che a tratti il gioco si fa un po' crudele, perché l'istinto e l'esempio sollecitano ad afferrare un pesciolino di quelli ancora umidi, immergerlo nell'acqua, e osservarlo nel suo confondersi in un pantano in fieri. Lì, tutto ciò che era – e tutto ciò che era, era ancora in corso di realizzazione – viene sottoposto a un processo destinato alla destrutturazione, alla deprivazione d'identità, a un piccolo trapasso anch'esso abbozzato e precario. Eppure, in quello stesso papocchio torbido, corvino e torvo, è lecito immaginare le mani di Debora che tornano a infilarsi, inzaccherarsi e frugare, per poi plasmare cose nuove. 

Le (Con)Fusioni di Debora Vinciguerra sono quelle tutte tangibili, esperienzali, cicliche e in continua evoluzione della sostanza terrestre, attraversata e resa malleabile dall'acqua, insieme demiurga e distruttrice in potenza. L'argilla modellata in forma superstite, arrestata nel fuoco e resa stabile dall'aria, assume sembianza di terracotta in pesce – una riproduzione della natura, così come l'arte in senso classico è, in cui sostanza (terra) e forma (animale) coincidono e sconfinano l'una nell'altra, così come il tempo e lo spazio in cui si collocano.

Cosicché, il frutto ideale del tragitto percorribile nell'istallazione di Debora al Diocleziano – la terracorra come entità definita – è stato presentato durante l'anteprima Aspettando (Con)Fusioni dello scorso 6 settembre come parte della mostra fotografica Self Portrait: autoscatti al femminile, curata da Federica Di Castelnuovo con la collaborazione di Emanuela Amadio (docente di Storia della fotografia del Centro di Fotografia e Comunicazione di Pescara, che terrà, sempre in ambito (Con)Fusioni, un seminario gratuito su Fotografia e sperimentazione venerdì 11 settembre alle 19.00). 

Ph.: Olivier Jules
Respiri all'amo, opera anteposta cronologicamente all'esposizione di Le pozze al Diocleziano, è la scultura scelta da Debora Vinciguerra per rappresentare se stessa nella qualità della finitezza relativa e suscettibile di trasformazione: oscillante, compartecipe della carezza del respiro cosmico e aderente ai flutti casuali cui anche un piccolo soffio o un trivialissimo spiffero possono consegnarla, eppure sostanzialmente ancorata, completa, (con)creta, coerente.

La scultura di Debora – già presentata l'estate passata ad Art in the Dunes – e i 15 autoritratti fotografici di Self Portrait saranno esposti fino al 20 settembre in via dei Funai 1, sempre qui a Lanciano, nei locali dello spazio Pixie Promotion (durante il vernissage del 6, fra l'altro, si è anche buffettato con frutta e dolce preparati dal Corvo).

Il Corvo Torvo non può che consigliarvi di tenere sott'occhio l'intera kermesse, che vi elargirà materiale da viaggioni mentali a profusione. Potete consultare il programma di (Con)Fusioni a questo link.

Ph.: Federica Di Castelnuovo, Emanuela Amadio

giovedì 7 maggio 2015

(Con)Fusioni Off: tantissime performance artistiche e... Cucina Confusa!

Qualche tempo fa, quando (Con)Fusioni era appena alla seconda edizione, Luca Di Francescantonio - deus ex machina della kermesse multidisciplinare di cui sopra - buttò giù e condivise la seguente riflessione riguardo alla vivace accoglienza riscontrata nel pubblico lancianese: «L'incompiuto che offre infinite strade. Dallo stato di confusione creativa, il caos primordiale, c'è la scelta della libertà ideale, del segno, dell'espressione efficace. (Con)Fusioni è molte cose, non solo la provocazione in sé, mi piace pensarla anche come "evento-test" per gli artisti: se hanno dubbi prima di scegliere c'è un pubblico apposta per loro per sperimentare».

Si sa: la seconda volta, dopo un qualunque ipotetico debutto di successo, è un appuntamento cruciale. Il secondo libro dopo un best-seller, il secondo disco al séguito di un tormentone estivo, la seconda mangiata in un medesimo ristorante che siete tornati a scegliere con l'acquolina: queste sono tutte esperienze che, se non in grado di bissare e – meglio ancora – superare il buon sapore lasciato in bocca dalla gloriosa pratica d'esordio, allora è un casino, si compromette tutto il passato e si tagliano le gambe di netto al futuro.

Ora, da (Con)Fusioni Atto II sono passati 4 anni ormai, e ogni successiva edizione del festival è riuscita a catalizzare attorno a sé l'attenzione di larga parte della comunità cittadina: vuoi perché la tematica dell'indefinito/indefinibile si apre per definizione (!) a infinite (!!) nonché fertilissime e stimolanti elucubrazioni; vuoi perché il collettivo organizzatore Arena7  ha di volta in volta cercato, voluto e ottenuto il coinvolgimento attivo di numerosissimi creativi del territorio.


(Con)Fusioni Off è lo spin off curato da Federica Di Castelnuovo  – con la collaborazione dell'associazione Amici di Lancianovecchia – della grande madre (Con)Fusioni che questa primavera, dal 15 al 24 maggio, abbraccia in prima persona anche Il Corvo Torvo nella speciale sezione culinaria Cucina Confusa, insieme a un nutrito numero di colleghi ristoratori. Per una volta possiamo dire che la gastronomia è un'arte?  

 

Per farla breve, se passate a cena durante (Con)Fusioni Off, oltre a tutto quello che trovate nel consueto menu alla carta vi aspetta un piatto speciale dedicato alla creatività, gli Gnocchi in zibaldone (gnocchi di patate, taleggio, nocciole e caffè). Quindi abbandonatevi al potere sinestetico della forchetta e godetevi tutti gli appuntamenti multidisciplinari che attraverseranno in lungo e in largo Lanciano nella seconda metà di maggio. 


Per il calendario completo e aggiornato di (Con)Fusioni Off vi rimandiamo alla sezione dedicatagli sul sito dell'associazione culturale Arena7. Siàteci, confusi e felici e cra!

sabato 18 ottobre 2014

Francesco Colozzo e l'arte del riciclo

Ultimamente al Corvo Torvo si respira un'atmosfera fiabesca. La fiaba è quella di Pinocchio – pure quella biblica di Giona prima della sua, se vogliamo fare i saputelli – che combina un sacco di robe discutibili e alla fine si ripulisce delle malefatte e trova riscatto per mare, in acqua, nelle viscere di un pescecane. Pinocchio, poi, da pezzaccio di legno scampato alle fiamme del camino per mano di Geppetto, si trasforma in una cosa bellissima, la cosa più bella e piena di vita al mondo: diventa un bambino.

Al Corvo l'atmosfera è davvero da fiaba di Pinocchio, però non ci troverete né marionette né parrucche turchine, bensì – perlopiù – pesci, e non nel piatto ma alle pareti. I pesci si sa, non sono cose – e non sono cose neanche i bambini – ma questi pesci di cui parliamo adesso sono fatti di cose, per di più riesumate fra gli scarti risputati dalle acque dell'Adriatico e poi adottati e riportati alla vita da Francesco Colozzo, artista autodidatta che si divide l'esistenza fra Cagliari e Gaeta.

Il mare ha sempre fatto parte del suo quotidiano, e siccome camminare sul bagnasciuga è rilassante e lo iodio fa bene alla tiroide, lui si è fatto sempre delle gran belle passeggiate a riva. Siccome poi – come spiega sul suo sito – il mare è il suo grande amore, e dato che spesso lungo la battigia le onde spiaggiano zozzerie e magagne di provenienza umana che insultano la Natura tutta e mettono rabbia e sconforto, Colozzo si è messo a raccogliere i rifiuti e a ricrearli in forme nuove, de-nocivando e nobilitando gli originari materiali abbandonati alla mercé del nulla. Niente è rifiuto fino in fondo insomma, e Colozzo sceglie di modellare quanto gli capita sotto mano massimamente in sembianze di pescioloni colorati, surrogati di creature per definizione in movimento perpetuo, un panta rei che scorre senza sosta in fluidi vitali declassati dall'uomo a fogna per le proprie porcherie consumistiche. Da "monnezza" a arte c'è tutto un abisso di mare, come da pezzo di legno a bambino.

Francesco Colozzo pratica il virtuoso mestiere del riciclo, e il Corvo Torvo ne ospita le opere stimandone il principio formale ecosostenibile e il piglio dinamico e metempsicosico. Passate a trovarci e immergetevi nella fiaba. E poi non lasciate schifezze in spiaggia, ché se c'è Colozzo nei paraggi recupera, riusa e vi sputtana.


mercoledì 9 ottobre 2013

Videoclip: Jam for Africa @ Il Corvo Torvo (4 ottobre 2013)

Più giù nel post trovate un breve video con alcuni momenti della serata conclusiva di Jam for Africa, che ha avuto luogo lo scorso 4 ottobre all'Osteria. Dei progetti di AccorDiversi legati alla rassegna – di cui la onlus è promotrice – abbiamo parlato qualche tempo fa qui.

Riguardo al video: la qualità delle riprese è inversamente proporzionale a quella degli amici che hanno partecipato. Ovvero: il video non si vede granché bene, ma è stata una serata importante, ci si è messo parecchio cuore da ogni parte, e questo si sente.

Il Corvo Torvo ringrazia ancora AccorDiversi, Stefano Barbati, Matteo Battistini, Mark Pellegrini, Ricomincio da tre acoustic trio (Paola Ceroli, Nicola Di Camillo, Stefano di Matteo), Ivan Zulli e tutti coloro che hanno offerto il proprio contributo economico e/o umano all'iniziativa.

Cra e ad maiora!






(Silvia Di Maulo)

lunedì 7 ottobre 2013

Lanciano illustrata: gli spazi cittadini nel racconto degli Urban Sketchers

C'è una parola splendida in tedesco: Wanderlust. In italiano è impossibile tradurla con un unico lemma; bisogna per forza ricorrere a una parafrasi, che poi è un giro di parole. E questo giro di parole è parecchio impreciso, perché “voglia di camminare, voglia di girovagare, voglia di guardare cose in giro” è un'approssimazione molto parziale, è solo la dimensione più esteriore e scheletrica della questione. Anche uno che va per vetrine ai saldi ha voglia di guardare cose in giro. Wanderlust ha una connotazione di fruizione delle cose in giro; uno che ha la Wanderlust, le cose che vede in giro le esplora, se le vive: se non addosso, quantomeno intorno, nel loro habitat naturale.

Oggi uno con la Wanderlust spesso, appresso, ha anche una reflex, o male che vada uno straccio di smartphone con la fotocamerina per registrare e archiviare le istantanee e i pezzetti di tempo e spazio con cui si confronta sulla strada. Ieri tutto questo non esisteva. Ma l'ansia e la cura di salvare, visualmente, impressioni e testimonianze del proprio passaggio appartiene a tutte le epoche del mondo, se non al DNA umano stesso.

La narrazione grafica del carnet de voyage è una tradizione tutt'ora viva e vegeta, tanto che dal 2007, al grido di See the world one drawing at a time! (“Mostriamo il mondo un disegno alla volta!”), è attiva una vera e propria assemblea mondiale di osservatori/viaggiatori, i quali, taccuino e qualunque strumento pigmentifero alla mano, utilizzano il disegno per catturare e conservare dal costante fluire cronologico l'esperienza degli spazi colonizzati dalla civiltà umana. Urban Sketchers – questo il nome dell'ente noprofit nato a Seattle per iniziativa del giornalista Gabi Campanario – si è poi ramificato in una serie di comunità “locali” che operano, di fatto, per la valorizzazione non soltanto degli aspetti gnoseologici legati alla pratica del disegno dal vero, ma anche degli stessi oggetti ritratti, insieme alla storia e alle sinergie sociali e culturali che ne sono all'origine.

Persino la nostra piccola Lanciano ha l'onere e l'onore di essere focus di interesse per urban sketchers per così dire “organizzati”. Marco Pallini Palmar – del quale al Corvo Torvo custodiamo gelosamente una copia della splendida versione cartacea di La via dei Trabocchi, volumetto che raccoglie appunti di viaggio da Ortona a Punta Aderci (Vasto, CH) e di cui trovate una presentazione digitale a questo link – è da poco reduce dalla seconda edizione di Alle feste col taccuino, manifestazione da lui creata e curata che durante le Feste di Settembre 2013 ha chiamato a raccolta illustratori "wanderlustiani" da tutta Italia (e non solo).

Per tre giorni, immersi nel cuore di una Lanciano strizzata negli abiti buoni della festa, gli sketchers hanno scrutato e sezionato gli appuntamenti e i luoghi più caratteristici della città sul finire dell'estate. C'è chi ha osservato e disegnato con gli occhi trasparenti del cronista imparziale, chi con la malinconia dei ricordi legati all'infanzia; chi, ancora, con uno sguardo persino dissacrante e polemico. Eraclito era uno che la sapeva lunga, e diceva: «Polemos è padre di tutte le cose». Πόλεμος/Polemos era il demone della guerra, e senza fare troppo i pedanti, questa cosa qui significa che è dal confronto dialettico che nasce tutto, compresi i punti di vista meno accondiscendenti e pigri, nonché, di riflesso, quelli più coscienti.

Il frutto di questi incontri di metalettura critica condivisa del centro urbano e delle sue tradizioni ha poi trovato accoglienza nei locali dell'Auditorium Diocleziano in una mostra aperta al pubblico negli ultimi giorni delle Feste stesse (le foto incluse in questo breve articolo sono state scattate in tale occasione).

Già che ci siamo, vi segnaliamo la recentissima pubblicazione per Tabula di un volumetto cartaceo intitolato Alle feste col taccuino, in cui sono raccolte le illustrazioni dell'edizione 2012 della rassegna. Inoltre, per chi volesse essere iniziato ai misteri tutt'altro che misteriosi degli Urban Sketchers e del carnet de voyage, consigliamo il Corso di acquerello e taccuini di viaggio per principianti che Marco Pallini Palmar terrà a partire dal 15 ottobre al Circolo Pickwick in via Piave 37/A, qui a Lanciano. Il corso prevede uscite di gruppo per la prossima primavera, durante le quali potrete applicare le tecniche di disegno e di acquerello acquisite durante le lezioni invernali. Per ogni altra informazione rimandiamo all'evento FB, all'email del Circolo, nonché ai recapiti telefonici 0872 49649 e 333 5892887.


 (Silvia Di Maulo)

sabato 28 settembre 2013

I "Cattivi pensieri" di Fabio Di Lizio

Due secoli e rotti fa, c'era un signore un po' svitato e un po' no che si chiamava William Blake. Questo signore scrisse una specie di poema e lo chiamò The Marriage of Heaven and Hell (Il matrimonio del Cielo e dell'Inferno), che a un certo punto recitava così:
“The busy bee has no time for sorrow.
The hours of folly are measur'd by the clock; but of wisdom,
no clock can measure.”
(L'ape operaia non ha tempo per la tristezza.
Le ore di follia si misurano con gli orologi; ma non c'è orologio
in grado di misurare quelle di saggezza.)

Cattivi pensieri
Di questi versi ci interessa in particolare un concetto mica tanto simpatico, che è quello di tristezza, e meglio ancora: quello dei cattivi pensieri cui dà spazio uno stato d'animo che sguazza nella tristezza. Questi cattivi pensieri hanno sempre una genesi e un'estinzione. Nascono nelle intercapedini che si formano fra un'azione compiuta e l'altra, fra il tempo e lo spazio dedicati alla costruzione di A e il tempo e lo spazio dedicati alla costruzione di B; ci si ficcano come le infiltrazioni d'acqua dai tubi rotti che marciscono i muri. E non sono pensieri cattivi in quanto intrinsecamente malvagi; sono cattivi come i cani alla catena e le bestie in cattività, che ti azzannano se ti avvicini. Sono prigionieri e devono guardarsi alle spalle, e hanno poco altro da fare; sono figli dell'inattività e dell'assenza di prospettive. Dirgli una cosa tipo, “cattivo pensiero, monello!, tu sei il Male”, non ha tanto senso. Un pensiero cessa di essere cattivo quando si restituisce dignità funzionale allo spazio e al tempo che ne hanno generato il carattere di reclusione: l'uomo che fa, come l'ape operaia di Blake, non conosce pensieri realmente cattivi; i pensieri che ha sono strettamente connessi al fare stesso, sono concentrati sull'atto ricreativo del fare.

Fabio Di Lizio è un artista di Ortona (CH); è nato nel 1976 e i suoi cattivi pensieri non li ha mica rinnegati, scacciati, o buttati nel cassonetto. Si è messo lì, ha dedicato loro spazio e tempo, li ha accarezzati, li ha recuperati: ha perfino intitolato loro una serie di opere raggruppate sotto il nome di Cattivi pensieri - per l'appunto. Fabio Di Lizio questi pensieri li ha presi per quello che erano, aldilà del Bene e del Male, e li ha restituiti in entità autonome, dominate da colori accesi e linee decise. In esse, le figure si stagliano sullo spazio bidimensionale come sorta di sculture, i cui volumi imperfettamente geometrici sembrano funzionare da rune, da simboli essenziali e allo stesso tempo velati di ambiguità. L'impressione è quella di trovarsi davanti dei concentrati concettuali, come lo sono le passioni più elementari, in cui i particolari si divertono a dire e non dire, affermare per poi smentire, trovare un nuovo punto di vista più morbido, meno assolutista. Si gioca al nascondino dei bambini, ai rebus; si cercano vie “altre” sotto la superficie.

Noya
Chiedo a Fabio Di Lizio quanta distanza intercorra fra il cattivo pensiero e il pensiero buono. Lui risponde:
«Nessuno. Mi spiego, proprio per evitare una involontaria e mal riuscita poesia ermetica. Il cattivo pensiero, filo rosso delle mie opere, meno recenti e presenti, non è desiderare di spegnere le candeline ad un compleanno di non vedenti, ma cercare, sempre, una alternativa, una via diversa per me alla visione d'insieme che non sempre ci deve apparire caratterizzata da classici sinonimi e contrari: Buono/Cattivo, Brutto /Bello, ecc... Ti propongo un esempio letterario: Opinioni di un clown di Böll. In questo romanzo il giovane protagonista non fa ridere e pure dovrebbe. In conclusione i mie personaggi sono carini, ma non necessariamente buoni».


 ***


I Cattivi pensieri di Fabio Di Lizio vi aspettano in questo periodo al Corvo Torvo di Lanciano (CH), dove saranno in esposizione ancora per qualche settimana. Per approfondimenti e contatti vi segnaliamo la Facebook Fanpage dell'artista al link seguente: https://www.facebook.com/pages/Fabio-Di-Lizio/178205452361232
 


(Silvia Di Maulo)