Siete sul blog dell'Osteria Il Corvo Torvo di Lanciano (CH). Parliamo di Gastronomia, Buon Bere, Arte, Territorio. Mettetevi comodi, siete i benvenuti!
È un po' strano tornare
a comunicare qui dopo l'annuncio della chiusura del Corvo Torvo a fine dicembre,
soprattutto quando l'occasione si chiama Menu di Fine Anno.
Fa molto
ultima cena / ultimo cenone dopo che vi hanno spoilerato che finirà
con bacio di Giuda, crocefissione e tutto il resto, e ha quella
venatura di veglione funebre che tanto gonfia il petto di sospiri
malinconici.
Il 31 dicembre 2015 passate a mangiare e brindare con noi, perché
un Corvo Torvo così com'è stato non può più esserci; e a parte che è San Silvestro ed è categorico festeggiare e tutto, si chiude una storia importante - come direbbe Eros - e insomma è il caso che ci siate.
E però per favore, senza sbrodolamenti! Il Corvopensatelo come a una specie di fenice, salutatelo in vista di cose
nuove e stimolanti all'orizzonte: per lui in quanto totem, per chi un giorno ne
riceverà l'eredità spirituale (si spera), per Debora e Silvano che
ne hanno plasmato la buona stella in tutti questi anni, e per tutte
le braccia su cui sono state rimboccate maniche di solerti
collaboratori.
Le maniche citate, lo sapete: sono puramente ideali.
Al Corvo si sgambetta in t-shirt, perché ai fornelli si suda, il
vino riscalda, e il resto lo fa la famosa passione. Quanto si è
fatto, lo si è portato avanti perché così usciva di suo, ci si è
sempre messo “del nostro”, a cuore aperto, senza troppi
formalismi. E continuando imperterrito a fregarsene beatamente
dell'etichetta, Il Corvo Torvo tutto vi gracchia il suo ultimo invito
per un ultimo, impedibile, spontaneo e scapigliato rito godereccio.
Vi serviremo:
Carpaccio di maiale *
Zuppa di lenticchie e
castagne *
Ravioli di agnello con
crema di zucca e porcini *
Bocconcini di cinghiale
al cerasuolo e trombette dell'abbondanza *
Tiramisù meringato con
crema al torrone
Insomma, "domani" è un
altro giorno, è un altro anno, è un altro Corvo, è un'altra
vita... Conserveremo un buon ricordo di quanto è stato. Chiamateci allo 0872 716303 e passate ad
abbracciarci, è stato tuttoun immenso piacere.
Superfluo e impossibile è anche soltanto provare a dire quanto ci mancherete. Cra!
In questa piovosa seconda decade di ottobre inauguriamo Orgoglio Torvo, rubrica dedicata a
quanto di bello, in senso artistico, abbia prodotto il genere umano
ispirandosi a un animaletto a caso, a noi particolarmente caro: il corvo. Oggi ci dedichiamo alla musica e, nello
specifico, alle canzoni in cui sono presenti corvi.
Il corvo non è un usignolo melodioso e
nemmanco un vezzoso canarino. I corvi sono uccellacci con la
raucedine, zompettano mezzi sghembi come vecchi che scaracchiano in
terra; mentre volano cacciano fuori versi sgraziati che fanno
spaventare i bambini. Ma in tutto questo non c'è che Natura, i corvi
sono così e vanno bene esattamente così come sono; il loro aspetto
cupo e inquietante è tanto malconcio ai nostri occhi per prassi e
voluttà – sempre nostre – nel senso che tutto il marcio e il
minaccioso che gli si associano sono frutto di castelli mentali
dettati da umane convenzioni che nulla hanno a che spartire con le
qualità intrinseche delle bestie.
Se a questo mondo non ci fosse
qualcosa o qualcuno da demonizzare, cui dedicare appassionate
sassaiole e su cui puntare il dito scuotendo la testa, tutto sarebbe
uniforme, omogeneo, piatto, senza sagome da distinguere e da cui
distinguersi all'orizzonte. Tutto sarebbe uguale a se stesso, esente
da giudizio; nessuno avrebbe in mano i numeri per ergersi a bravo,
bello e buono della banda. E così ci fanno da sempre un gran comodo
il babau, la pecora nera e il pennuto corvino di turno; ci servono a
definirci al negativo come qualcosa di luminoso, lindo e profumato,
fungono da cassonetto indifferenziato delle brutture e delle paure
che ci stringono il cuore.
Il Corvo Torvo al mito del καλὸς καὶἀγαθόςgli ha sfilato via il mantello e la calzamaglia da
Superman da un bel po' – diciamo dal momento stesso in cui ha visto
i natali nel lontano (?) 2004; e infatti non ha scelto di chiamarsi
tipo La candida colomba o La passera immacolata. Alle cose troppo
calcolate e/o perfettine Il Corvo preferisce quelle spontanee e un po' sfasciate da eroico furore
à la Giordano Bruno – che pure lui, non per niente, mica si
chiamava Giordano Pallido, e in uno dei suoi viaggioni in versi
accostò le penne nere del corvo al lucore di Apollo, dio del Sole e
delle Arti.
Insomma per chiudere il pilotto: il corvo è percepito
culturalmente come una bestia spiacevole e disturbante, ma c'è chi
ha superato la soglia della consuetudine e si è lasciato ispirare
creativamente dal suo fascino apparentemente sinistro. In
particolare, il mondo della popular music è pieno zeppo di canzoni
in cui compaiono corvi e cornacchie varie, a volte come semplici
evocazioni di immagini o stati d'animo scenografici, altre volte in
qualità di prima donna di cui si tenta di indossare le piume. Il
Corvo, fiero della propria torva identità, ve ne propone una raccolta selezionata fra la
miriade di brani in circolazione.
La prima canzone è tanto scontata
quanto imprescindibile. Dà il nome alla vostra osteria lancianese
preferita e l'ha pubblicata VINICIO CAPOSSELA nel 1996 ne Il ballo di
San Vito.
Il Corvo Torvo è un pennuto solitario; incrocia il suo destino al lume di
candela con quello dell'io narrativo fra un buon disco di jazz che la
sa lunghissima e uno sciame di donzelle che sventolano fiorellini
profumati sotto il becco, scaturendo nulla più di un fremito che
lascia il tempo che trova insieme alla pena per l'unica lei che dice
di no.
Nel 2005 lo strafico DEVENDRA BANHART
ha intitolato un intero album a un corvo – per di più storpio. La
title trackCripple Crow è un brano che strappa il cuore, è il
ricordo lucido e commovente della distruzione causata dall'arrivo
degli Europei fra gli indigeni americani, che accolsero i nuovi
venuti in pace, a braccia aperte.
Il povero corvo della canzone, già
abbastanza malridotto di suo, è chiamato dall'aldilà a pronunciare
un piccolo commiato pietoso sui resti dei morti innocenti.
Hejira è un disco del 1976 ed è stato
composto da JONI MITCHELL interamente on the road. La signora
canadese del folk in quegli anni apriva il proprio percorso musicale
al jazz, tant'è che al basso elettrico compare Jaco Pastorius. Anche soltanto per questo Black Crow è un brano mozzafiato.
Al corvo nero del
titolo la cantautrice paragona il suo volo, il suo viaggiare
vagabondo e invincibile che spesso diventa planare al basso, nel buio
con l'anima in esilio forzato dall'istinto ridotta a brandelli, alla
ricerca dei piccoli bagliori inaspettati per cui vale la pena il
rischio del pantano e del pericolo.
Il blues è uno dei pallini più tondi
del Corvo Torvo. In attesa del ritorno auspicatissimo di Puzza Fa' Lu Blues, è doveroso quanto confortevole rispolverare un vecchio pezzo
del 1966 di SKIP JAMES, il cui falsetto e morbido timbro decantano in
prima persona la finaccia imposta a una ragazza, colpevole – a dire
della prima persona di cui sopra – di un atteggiamento un po'
troppo spavaldo.
Crow Jane – e qui il corvo è il nomignolo della
poverina – si becca una pallottola (forse anche più di una) e
finisce prematuramente sottoterra.
Crow Jane Alley strizza probabilmente
l'occhio a Skip James, e WILLY DEVILLE ha mantenuto con la matrice
blues delle origini un rapporto costante durante il corso di tutta la
sua eclettica carriera musicale. L'ambientazione di questo brano è
uno squallido motel del South-West, di quelli che si vedono nei film
americani, con l'insegna al neon mezza scassata e brutti ceffi
panzuti col cappello da cowboy e i baffi arrotolati.
Il corvo qua si
nasconde nel nome del buio corridoio antistante il motel; Willy
vorrebbe uscire dalla sua stanza per scendere a comprarsi un boccone,
ma dovrebbe attraversare questo benedetto Crow Jane Alley che gli
mette una fifa pazzesca, così rinuncia.
Black Crow Blues è stata scritta da BOB DYLAN nel periodo delle prime esperienze lisergiche e del
vagabondaggio per l'Europa con Nico. Era il 1964, e il blues del
corvo nero che ne uscì fuori è stata la prima canzone di sempre in
cui Dylan suonava il pianoforte.
I corvetti della canzone se ne
stanno appisolati su un prato ai bordi di una strada; a pochi passi,
il povero Bob rimpiange un amore che l'ha mollato. Insomma, non si
tratta del classico brano d'impegno che ci si aspetterebbe.
Raw è una ninnananna country-folk
ipnotica giocata con mellotron, piano, violoncello e il sussurrare
penetrante, scarno e profondo di Howe Gelb, un signore che trabocca
fascino da ogni poro epidermico. L'intero album dei GIANT SAND da cui è tratta la
canzone – Chore of Entchantment, 2010 – è una collezione di
pezzi visionari, tanto nei testi quanto negli arrangiamenti, che
trasportano seduta stante in un qualche deserto ideale al crepuscolo,
a rimuginare davanti a un falò e una scatoletta di fagioli
messicani.
Così, in Raw il senso di solitudine di un uomo in mezzo
al nulla si accompagna a un corvo triste e desolato, che si fa cedere
il posto dagli uccellini spensierati e querruli del mattino.
Il corvo degli SHELLAC è parecchio più
antipatico e martellante di tutti quelli che abbiamo ascoltato fino
ad adesso. Il 1994 la band di Steve Albini usciva con un disco di
post-hardcore ossessivo, strillatissimo e violentissimo, una botta di
paranoia e chiodi sotto i piedi che si chiamava At Action Park.
All'Osteria non è propriamente il caso di mettere in sottofondo roba mentre cenate, ma qua sul blog ci sta tutto, Crow è un
pezzo che, come dicono a Lugano, spacca de brutto.
JAMIROQUAIè un balsamo per le
orecchie. Il suo corvo neroacid jazz è un osservatore silenzioso
dei guai orrendi che gli umani procurano con le proprie zampacce a se
stessi, ai propri cuccioli, alla Terra tutta.
Jason Kay lo bombarda
di domande sulla sua rotta e sui suoi pensieri al tramonto, ma lui
non risponde. Giustamente ha già le sue rogne da grattarsi... Black
Crow è estrapolata da A Funk Odysseydel 2001.
Anche PAOLO NUTINI ci ha messo di mezzo
un corvo. Cherry Blossom è un pezzo malinconico e psichedelico, in
cui il nostro amico pennuto è assimilato al lato più oscuro, intimo
e incatalogabile dell'animo umano. Deve essere brutta la vita per i
cantanti bellocci, perché uno si aspetta roba da boy band. Chissà
quante copertine avrà dedicato Cioè al visetto pulito di Paolo...
Che invece ha anche una gran voce soul da uomo vissuto, e insomma non
è tutto boccioli e ciliegie. Trovate Cherry Blossom in Caustic Love,
album del 2014.
Per ora vi lasciamo qui, ma altre
canzoni corvine arriveranno, perché ce ne sono ancora molte e perché Il Corvo è inaspettatamente vanitoso e adora certi omaggi – nel
bene e nel male. Potete ascoltare la playlist completacon le canzoni
che abbiamo selezionato fin qui direttamente su YouTube, a questo link.
Lo accettate un umile cra-cra dopo tanta bellezza?
Conoscete la Festa di Yule? Ecco, oggi è il solstizio d'inverno,
che è poi il giorno in cui il Sole splende sulla Terra
per un tempo minimo rispetto a tutti gli altri giorni dell'anno in
corso e segna l'inizio dell'inverno astronomico. E oltre a essere il
solstizio d'inverno, oggi è la Festa di Yule per i popoli di
tradizioni germanica e celtica, ovvero il giorno in cui la Madre Terra
partorisce il Sole Bambino e come ogni anno rinnova il ciclo della
Natura sempreverde e dei suoi
frutti, che se ne stanno a sonnecchiare virtualmente sotto le nevi
nella stagione fredda per poi esplodere con il ritorno dei mesi
caldi.
Alle nostre latitudini terroniche, nel frattempo, Proserpina se ne va in letargo nell'Averno,
d'inverno, col dio degli inferi Plutone abbandonando mamma Cerere –
la dea mediterranea delle messi e della fertilità della Terra – a
lunghi mesi di buio e freddo.
Mentre imbacucchiamo i nostri abeti a festa, schiocchiamo bacetti
sotto il vischio e il Bambinello è sulla via della mangiatoia, al
Corvo Torvo scongiuriamo sempiterni geloni e mestizie da carenza di
ore solari a ritmo di musica. Se c'è una fettina di serenità, nei
vostri ricordi, che vi riporta a qualche quarto d'ora di
spensieratezza consumato in un angoletto dell'Osteria con un buon
piatto caldo e un buon bicchiere di vino fra amici, probabilmente di
quella piacevole fettina di ricordi fa parte anche una canzone – e
forse anche più di un'unica canzone – fra quelle che trovate a
questo link qui. Il Corvo le ha tutte nel cuore in modo speciale.
Quest'anno si gela più che in altri inverni, ma
ancora unin bocca al lupo generoso per i giorni a venire ce lo
possiamo concedere. Teniamoci stretti perché magari fa meno freddo,
e teniamoci stretti i ricordi belli
che danno coraggio – si spera. Passano i solstizi d'inverno,
passeranno pure le nottatacce di questi giorni complicati.