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mercoledì 11 marzo 2015

Swing Blues con The Swamp - Speciale Puzza Fa' Lu Blues

Il prossimo venerdì 13 uscite di casa serenamente senza toccarvi le parti intime. Non vi proponiamo niente di horrorifico, e anzi al Corvo succede una cosa bella: vengono a trovarci The Swamp, band laziale composta da Samuel Stella (voce e chitarra), Ruggero Giustiniani (percussioni) e Light Palone (contrabbasso). 


Con loro daremo il là – e tutte le altre note del caso – al secondo appuntamento di Puzza Fa' Lu Blues, dedicato a quello che abbiamo indicato in cartellone come swing / blues



Ora, in realtà è un gran casino mettersi lì e appiccicare etichette con nomi precisi in questi contesti. Tant'è vero che quando si sente parlare di swing si pensa automaticamente anche al jazz, e magari pure all'immaginario fitzgeraldiano e alla Harlem Renaissance con tutto il suo processo di emancipazione, affinamento e diffusione della cultura popolare afroamericana fra il pubblico bianco colto dell'East Coast e del Mid West.


Lo swing in sé per sé (to swing = "dondolarsi, ciondolare") diventa genere di successo nella seconda metà degli anni Trenta attraverso una combinazione ballabile di partiture da orchestra e armonie blues. A tutto questo si unisce anche il gusto peculiare per le variazioni sul tema tipiche dei primi esperimenti jazz dell'area di New Orleans. Nel Mid West, soprattutto attorno a Kansas City, i caratteri blues sono più marcati, mentre a New York spopolano le big band di impronta jazzista in cui suonano insieme musicisti bianchi e neri – vere e proprie orchestre da ballo con voci soliste dal fraseggio blues che riscontrarono enorme successo con brani di largo consumo.


Per farla breve e per non buttarla troppo in chiacchiere, qui di séguito trovate un piccolo – e inevitabilmente incompletissimo – quadretto sonoro e biografico con i protagonisti delle origini dello swing. Ricordate di prenotare per la serata di venerdì 13 marzo al Corvo Torvo con The Swamp!, prima del live si mangia e si beve come sempre, e poi verso le 22:30 – 23:00 si ciondola insieme bluesando fra una tazza e l'altra...


Lo swing è stato soltanto uno fra i generi musicali sperimentati da DUKE ELLINGTON (1899–1974). Pianista, compositore, bandleader e manager, è considerato una figura determinante nella storia del jazz, sebbene lui stesso preferisse definire quello cui si dedicò, per sessant'anni circa, come musica americana. Figlio di un maggiordomo al servizio della Casa Bianca, Duke Ellington ebbe un'infanzia agiata e cominciò a dedicarsi professionalmente alla musica molto presto, divenendo appena venticinquenne leader di un'orchestra che annoverava tra le proprie file musicisti di primordine, e che sarebbe rimasta in piedi – con alterne vicende – fino agli anni '70.


È impossibile liquidare in una decina di righe vita e aneddoti musicali di LOUIS ARMSTRONG (1901–1971): fin troppa carne sul fuoco e fin troppo poderoso il suo operato di artista. Senza il suo contributo, non solo la musica swing non sarebbe stata quello che è stato, ma forme di canto largamente sfruttate dal jazz come lo scat non avrebbero probabilmente incontrato tanta popolarità, così come neanche il fraseggio vocale di Billie Holiday sarebbe stato possibile. Satchmo è diventato leggenda per carisma, personalità di musicista e impegno politico; fu grande sostenitore di Martin Luther King, e persino l'FBI lo teneva sott'occhio. Ne passò di tutti i colori prima di arrivare al successo, e per quanto la natia New Orleans gli restò sempre nel cuore con affetto, l'infanzia in quella città fu per lui un rincorrersi di esperienze estreme di violenza, vita di strada e scatafasci familiari vari. Armstrong è stato trombettista, cornettista e cantante ricordato in termini di non comune generosità tanto professionalmente che nel privato.

Figlio di musicisti, WILLIAM ALLEN 'COUNT' - nel senso di "conte" - BASIE (1904–1984) è stato un genio musicale talmente precoce da ritrovarsi a suonare e dirigere spettacoli di varietà e musica blues appena ventenne. Nato nel New Jersey, si spostò a cercare fortuna in Kansas, dove si fece strada suonando in varie band musicali, per poi fondarne una tutta sua. La Count Basie Orchestra fu operativa dal 1936 al 1950 ed è oggi ricordata come una delle più celebri band di swing. Oltre a un organico che variava dai 16 ai 18 elementi, poté contare su collaborazioni prestigiose con artisti del calibro di Ella Fitzgerald, Billie Holiday e Frank Sinatra. One o'Clock Jump, del 1937, è stato forse il successo più trascinante dell'Orchestra. È un brano fondamentale per lo swing delle origini, poiché conserva la struttura a dodici battute tipica del blues ed è sintomatica del fatto che, fra la fine degli anni '30 e l'inizio dei '40, fosse pressoché impossibile delimitare confini precisi fra ciò che era blues e ciò che poteva essere definito tout court come jazz. Lo swing diventò la terra di mezzo in cui andavano sperimentandosi nuove imprescindibili e fruttuose contaminazioni.


BENNY GOODMAN (1909–1986) è stato definito da alcuni coevi The King of Swing. Oggi, col senno di poi, l'appellativo suona un tantino altisonante, soprattutto se si pensa che Goodman visse e operò contemporanente a personalità come Duke Ellington o Armstrong. Ciononostante, Goodman e la sua orchestra jazz da ballo – cui persino la NBC riservò nel 1934 lo show radiofonico del sabato sera, Let's Dance – giocarono un ruolo fondamentale nello sdoganamento della musica della comunità nera fra il pubblico bianco. Benny Goodman nacque a Chicago da una modesta famiglia di origine russa che lo avviò agli studi musicali. Non è ricordato tanto per le capacità tecniche di musicista – era un discreto clarinettista - quanto perché la sua Big Band fu la prima orchestra in assoluto a tenere un concerto di musica non classica al Carnegie Hall di New York, nel 1938. Nel 1942 la cover di Why Don't You Do Right?blues di dodici battute composto l'anno precedente dal bluesman del Delta del Mississippi Kansas Joe McCoy – ottenne un enorme successo. Quasi cinquant'anni più tardi, Jessica Rabbit sculettava e sballottava le tette in faccia a Bob Hoskins nella memorabile versione cartoon del medesimo brano in Chi ha incastrato Roger Rabbit? 


LOUIS PRIMA (1911–1978) fu jazzista versatile e per così dire sempre sul pezzo e cavalcatore di mode. Si dedicò allo swing negli anni Trenta del Novecento e fu sicuramente influenzato – nell'uso dello scat e nel modo di suonare la tromba – da Louis Armstrong, suo conterraneo. Prima era italoamericano, e in molte delle sue canzoni si divertì a ostentare le sue origini con inserti di testo in italiano. Sing, Sing, Sing è uno dei suoi swing più di successo all'epoca; parecchi bambini ed ex bambini, inoltre, riconosceranno nella voce di Louis Prima quella di Re Luigi – il re delle scimmie nella versione Disney de Il libro della jungla


BILLIE HOLIDAY (1915–1959) è la Lady Day cui Lou Reed dedica l'omonima canzone contenuta in Berlin (1973), uno dei suoi lavori più impegnativi, sofferti e difficili. I testi del disco sono infestati da storie di tossicodipendenza, abusi, separazioni e violenze, e la vita della Holiday è stata costellata da episodi ai limiti della sopportazione umana fino alla morte prematura per cirrosi epatica. Now They Call It Swing è una specie di metariflessione leggera e vaporosa sulla genesi dello swing e sulla sua ballabilità dal ritmo sincopato – insomma, una piccola lezione pratica sul modo in cui il panorama musicale nordamericano andava evolvendosi.


ELLA FITZGERALD (1917-1996) – detta anche Lady Ella, The First Lady of Song e Mama Jazz – è fra le voci jazz più energiche e famose di sempre, e collaborò durante la sua lunga carriera con i maggiori musicisti, cantanti e orchestre dell'epoca (compresi i già citati Louis Armstrong e Duke Ellington). La Fitzgerald era dotata di enormi doti vocali, che le permisero di dedicarsi a tantissimi generi musicali. Sperimentò lo swing sin dagli esordi professionali cantando nell'orchestra del batterista Chick Webb, che l'arruolò per la sua band in séguito di una sua esibizione amatoriale all'Apollo Theatre di Harlem nel 1934. La vita di Ella fu cesellata di importanti riconoscimenti artistici, mentre nel privato fu flagellata da eventi familiari traumatici in gioventù e dalla malattia in vecchiaia.






lunedì 26 gennaio 2015

Puzza Fa' Lu Blues

Il Corvo è il pennuto dall'animo Torvo, nostalgico e languido per antonomasia, e qua all'Osteria tutto è traboccante di blues – persino le coppe dei dessert prima di essere consolate a mestolate di creme goduriose da Silvano. Insomma, è sì un fatto di musica ma non esclusivamente: qua il blues scorre nel sangue, sotto la pelle e pure nelle stoviglie, e chi vuole bene a questo posto per affinità elettive non potrà non apprezzare quanto stiamo per annunciare.

Da fine febbraio, un venerdì sì e uno no e fino a primavera inoltrata – poi arriverà il caldo e si spera ci saremo lasciati alle spalle struggimenti vari in onore di espadrillas e spensieratezza – Puzza Fa' Lu Blues celebrerà questo mood per anime sospese fra tormento, sensualissimo scazzo e cadenzato tasso alcolemico con cinque appuntamenti di musica live che non potete e non vorrete perdervi. 



I concerti, come da rotadissimo costume, sono a ingresso libero22:30, 23:00 trattabili.
Ricordiamo sempre che si accettano prenotazioni ai tavoli esclusivamente per chi si ferma a cena. Se ci seguite virtualmente ma non avete ancora fisicamente sperimentato la cucina del Corvo, non possiamo che invitarvi a cogliere l'occasione e raggiungerci prima del live per dedicarvi alla sezione mangereccia (il menu attuale lo trovate cliccando qui). 



Il calendario di Puzza Fa' Lu Blues è qui di séguito:
  • venerdì 27 febbraio – The Bigballs Eggs and Cheese (Delta Blues anni '30)
  • venerdì 13 marzo – The Swamp (swing blues)
  • venerdì 27 marzo – Dago Red
  • venerdì 10 aprile – Mammasé Blues Band
  • venerdì 24 aprile – Federico Sirianni in Vernon, Matilda e altre storie - omaggio a Tom Waits
I contatti per le informazioni e le prenotazioni invece sono i soliti: telefono - 0872 716303 oppure 347 7158527 - e Profilo Facebook di Silvano.

Locandina a dir poco stilosissima a cura di Annalisa Di Carlo
 

domenica 21 dicembre 2014

... e per le Feste: 26 dicembre coi DogsLoveCompany, 31 dicembre Capodanno al Corvo Torvo

I cani amano la compagnia, e i corvi pure!, oltre alla buona tavola. E dato che al Corvo, nonostante i suoi modi anticonformisti, piace pure il clima raccolto e festoso che inonda Lanciano e il mondo intiero negli ultimi giorni dell'anno, l'oste Silvano e la sua brigata chiamano a raccolta per due appuntamenti che ora andrete ad annotare sui vostri pronti taccuini cartacei e/o virtuali. 

Il primo è gastromusicale, è per il 26 dicembre, fa parte del calendario di Corvo Torvo Live che dallo scorso ottobre vi riempie cuore e orecchie di belle note a venerdì - più o meno - alterni (trovate tutti gli eventi in programma esattamente a questo link) ed è con i DogsLoveCompany. Corregionali e coinvolgenti, amici di lunga data del Corvo e dei suoi fedelissimi, i Dogs tornano non solo per rispolverarci memoria del “vecchio” album Cutina, ma proporranno anche un'anteprima del disco nuovo in lavorazione.

Tanto folk intriso di storie e profumi d'Abruzzo sullo sfondo di Mamma Majella, e poi blues, swing, bouzouky, fisarmonica... 


Come al solito Silvano ci metterà del suo dalle quinte dei fornelli, per cui la formula è quella che ben conoscete: appuntamento per cena con menu alla carta, così state comodi al tavolo tutta la sera, e poi concerto verso le 22.30, con ingresso liberissimo per chi decide di raggiungere l'Osteria con calma per un bicchiere e la musica. 

Il secondo appuntamento è tutto dedicato alla gola ed è per il 31 dicembre con il Capodanno al Corvo Torvo. Date un'occhiata qua sotto al menu - € 45,00 compreso di vino - e non dimenticate la mutanda rossa d'ordinanza.